Indonesia - Derawan

 Derawan, l'isola delle tartarughe, dei bambini, dei sorrisi e della calma.
Viaggio nel borneo indonesiano a contatto con la natura, gli animali, i pesci, la natura e a gente locale.
Un viaggio che mi è rimasto nel cuore, una delle poche isole al mondo dove nuoti circondato dalle tartarughe giganti, le mante e le meduse non urticanti, una delle esperienze marine più belle della mia vita. La natura è magica ed io la amo.

Derawan vista da leo, ogni tanto lo convinco a scrivere.
se invece vi siete persi il mio post, lo potete trovare qui.
pic by me. Nikon D60.

A Derawan si arriva via mare con piccoli ma veloci motoscafi che solcano un mare quasi mai mosso, ma al massimo increspato.
Si vede in lontananza già dopo poco che si è lasciata la costa, una piccola isola tondeggiante. A mano a mano che ci avviciniamo questa sembra allargarsi, allungando dei tentacoli verso il mare quasi a prenderne possesso. Sono i pontili, lunghi, in legno, dall'aspetto precario ma allo stesso tempo resistenti all'azione delle onde su cui sono costruitie alcune guesthouse. Attracchiamo alla scaletta di uno di loro e risalendo i pochi gradini ci ritroviamo sul pontile che sarà nostro per i prossimi giorni.
La guesthouse si sviluppa su questo pontile, con le camere allineate lungo il lato sinistro, guardando la spiaggia. La nostra si trova al di sopra della linea del bagnasciuga, così da diventare " overwater "
nel periodo di alta marea.
Dopo aver preso possesso della nostra camera e una doccia rinfrescante, diamo un'occhiata in giro.
Davanti a noi un altro pontile con relativa guesthouse dopo il quale lo sguardo spazia fino al successivo in lontananza, incrociando barche ormeggiate al largo. Dall'altra parte il colpo d'occhio
è simile. La vista è inusuale ma molto bella e particolare.
Decidiamo di dare un'occhiata al villaggio. Lasciamo il pontile, oltrepassando la piccola reception, vuota, due grossi tavoli, la piccola libreria, la zona lavanderia con dei panni stesi ad asciugare. Superiamo la casa dei gestori, costruita sulla spiaggia ed arriviamo sulla strada principale, sabbiosa, ampia ed assolata, che si sviluppa alla nostra destra e sinistra, senza vederne la fine.
Le case in legno, alcune con un piano superiore o sopraelevate con una piccola veranda, si susseguono lungo la strada alternandosi a piccoli negozi che vendono un pò di tutto, ai ristorantini chiamati warung e da alcune guesthouse, che al momento sembrano vuote. Il tutto forma il villaggio che si sviluppa quindi lungo la strada , con un paio di zone in cui le case sono state costruite anche dietro, formando dei piccolissimi quartieri.
Scopriamo che la strada gira tutto intorno all'isola, parallela alla spiagge ed il giorno dopo la percorriamo in senso antiorario, attraversando prima un resort con diving center, lambendo poi una lunga spiaggia selvaggia e disabitata, un piccolo cimitero, la centrale elettrica con i suoi pannelli solari, per arrivare alle prime case del villaggio dalla parte opposta. In tutto una ventina di minuti di una comoda passeggiata su tratti sabbiosi, pietrosi e cementati in continua alternanza.
La vera bellezza del luogo però è il mare, non tanto perchè abbia una visibilità eccezionale o ricco di una splendida barriera corallina, dato che ci sono altri luoghi dell'Indonesia dove queste qualità e caratteristiche sono espresse al massimo delle loro possibilità, quasi in assoluto. La bellezza di questo mare è rappresentato dalle numerose tartarughe di grosse dimensioni che nuotano pacificamente a pochi metri dalla riva e dai pontili. Nuotano lentamente brucando la distesa di sottili fili di alghe, simile ad un prato, che divide la riva dalla barriera corallina poco più al largo.
Facendo snorkeling le puoi facilmente incrociare che ti guardano curiose con i loro occhi grandi ed avvicinandoti un pochino ti rendi conto che sono grandi quasi quanto te!
Abbiamo scoperto, nei giorni seguenti, che sono letteralmente ghiotte delle foglie di banano ed ogni giorno, verso le 17:00 con il sole quasi al tramonto, andavamo sul pontile di fronte al nostro e calavamo due o tre foglie legate tra di loro, assicurandole poi alle assi. Bastavano solo pochi minuti, se già erano nelle vicinanze, per vedere la sagoma della prima tartaruga nuotare verso di noi, alzando la testa ogni tanto per respirare. E dietro la prima immancabilmente eccone altre due, poi un'altra ancora, tutte attratte dalle foglie di banano che galleggiano sul pelo d'acqua. Le mordono con i loro grossi becchi e ne strappano dei pezzi aiutandosi con le pinne anteriori. Una dopo l'altra a divorare letteralmente le foglie di cui alla fine rimangono solo piccoli moncherini. Una sera ne abbiamo contate sette che si spingevano, si facevano largo con le pinne, si passavano sopra l'un l'altra per riuscire ad arrivare a questa per loro prelibatezza. Bastava avere le foglie di banano vicine a noi per poter essere quasi assaliti dalle tartarughe, poterle accarezzare e vedere quel curioso e buffo zampillo d'acqua che fuoriesce dalle loro narici ogni qualvolta mordevano le foglie con la testa fuori dall'acqua. Uno spettacolo indimenticabile che si è ripetuto praticamente ogni giorno del nostro soggiorno.
Quando il sole calava il villaggio si animava e tutti gli abitanti si riversavano sulla strada o si
sedevano sulle verande a chiacchierare, qualche banchetto accendeva il fuoco per friggere le banane e venderle, qualcuno passava in motorino per andare non si sà dove e i ristoranti aprivano i battenti e due di questi accendevano anche la loro insegna luminosa. Atmosfera rilassata e tranquilla che ti fà dimenticare la frenesia ed i rumori delle nostre città.
Gli abitanti sono persone molto tranquille, sempre sorridenti che guardano un pò incuriositi i pochi turisti stranieri che si avventurano da queste parti. Durante il nostro soggiorno infatti al massimo eravamo una dozzina in tutto il villaggio, di cui noi due i soli italiani. Sembra però che durante il mese di agosto di italiani ne arrivino in numero cospicuo, ma non abbiamo notizie certe.

Stasera andiamo a vedere le baby turtle, i piccoli di tartaruga che dopo essere uscita dall'uovo sono pronti ad abbandonare il nido sotto la sabbia. Ci accompagnano i ranger dell'isola, due ragazzi che cercano di salvaguardare questa ricchezza dell'isola. Avevamo già assistito, sempre con loro e a disatanza, alla risalita di una taruatuga sulla spiaggia alla ricerca del luogo adatto per deporre le uova, cosa che quella sera non aveva fatto, ma questo spettacolo si preannuncia decisamente più emozionante.
La buca dove i rangers hanno nascosto le uova è incredibilmente vicino al resort che si vede in lontananza dalla nostra camera, sotto una palma. Arriviamo che è buio con le nostre torce e ci mettiamo in cerchio intorno al ranger che delicatamente inizia a scavare. Ed ecco che improvvisamente si vede la prima tartarughina. E' di colore scuro, quasi nera, ancora addormentata, ma sotto di lei se ne intuisce un'altra. Il ranger inizia ad illuminare la buca con la torcia, accendendola e spegnendola creando un fascio di luce intermittente. La tartarughina sembra reagire a questa luce ed inizia a muoversi, prima lentamente ma poi sempre più velocemente, cercando di risalire dalla buca, muovendo freneticamente le pinnette. Il suo movimento, unito alla luce delle torce, risveglia anche le altre che erano ancora invisibili sotto la sabbia. Per aiutarle ancora il ranger
toglie un altro strato di sabbia ed ecco che appare una massa scura in piena agitazione. In pochi secondi questa massa di scompone in tante, tantissime tartarughine che sembrano fare a gara a chi arriva prima al bordo della buca. E' una migrazione che sembra non finire mai ed il ranger le prende una ad una delicatamente e le deposita in una grossa scatola. Alla fine ne contiamo 96! Fanno un rumore incredibile dentro la scatola, annaspando sul cartone con le loro pinnette cercando di liberarsi e di correre verso il mare, cosa che la natura le suggerisce. In questo caso l'intervento dell'uomo è provvidenziale alla loro sopravvivenza e noi insieme ai ranger ci dirigiamo verso la spiaggia dove avevamo visto risalire dal mare senza successo quella tartaruga. Svuotare la scatola di tutte le tartarughine sul bagnasciuga e vederle correre fino all'acqua, sparendo in un secondo, è stata una grandissima emozione. Chissà di quelle 96 quante fra qualche anno si potranno vedere nuotare placidamente quasi a portata di mano.....

La giornata scorre tranquillamente qui a Derawan. Dopo aver fatto colazione, seduti ad un tavolino posto di fronte alla nostra camera sul pontile, si valuta la marea e se il mare non si è ancora ritirato ci si prepara all'uscita per lo snorkeling. Prepararsi è molto facile in effetti, basta indossare il costume, preparare la fotocamera digitale con la sua custodia subacquea, prendere maschera e pinne ed uscire dalla camera a piedi nudi. Qualche decina di metri sul pontile per arrivare alla scaletta, quella del nostro arrivo, discendere i pochi gradini ed immergersi in acqua. Poche pinnate verso il largo per superare la fine del pontile ed eccoci già nel territorio delle tartarughe. Il fondale sabbioso con la vegetazione ci accompagna per qualche decina di metri prima di incontrare le prime formazioni coralline. Il fondale si ricopre di corallo per poi sprofondare gradatamente nella profondità del mare. La visibilità non è mai eccezionale, ma vedere il passaggio frequente se non
costante di lion fish questo sì che è notevole. Piccole razze di alternano ai pesci foglia, che a testa in giù sui coralli imitano la vegetazione circostante. Branchi di pesci multicolori passano in una lunga processione, per poi ritrovarli molto spesso sotto i pontili, come per ripararsi dai raggi solari che qui, anche nelle giornate nuvolose, si sentono parecchio. Le formazioni coralline sono discrete e la vita sottomarina è soddisfacente per chi come noi fà snorkeling anche e soprattutto perchè è un continuo incrociarsi con le nostre amiche tartarughe, che un pò brucano la vegetazione tra i coralli
ed un pò vi ci si appoggiano, ancorandosi, per schiacciare un pisolino. Dieci, quindi minuti di sonno e poi una breve risalita per prendere una bella boccata d'aria e quindi di nuovo a riposare. Oppure le incontri nel tornare al pontile, mentre mangiano sul fondo sabbioso ed in questo caso non sono quasi mai da sole ma sempre in buona compagnia nei dintorni. Qui il livello del mare è basso, si tocca tranquillamente e sembra quindi di essere in una piscina in cui si aggirano grosse masse scure.
Dopo un paio di ore di snorkeling si risale sul pontile, doccia fresca ed è venuta l'ora di pranzare.





























Fede

Shopaholic, bijoux, shoes, and bags lover with a great passion for travels.

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