giovedì 26 gennaio 2017

Shoes - la mia passione per le scarpe



La passione per le scarpe fa parte di quasi tutte le donne, più ne abbiamo e più  ne vogliamo!


Da quando vivo tra Genova e Roma le mie trasferte sono sempre un problema perchè ogni volta faccio dei veri e propri traslochi.
Difficile scegliere cosa portare e cosi ogni volta esagero sempre.
A Roma faccio sicuramente una vita più mondana, sono sempre in giro per eventi, cene, party o per locali e quindi il mio abbigliamente è anche più elegante. A Genova invece oltre ad esserci un clima più freddo, esco meno, il mio abbigliamento è più casual e sono spesso in motorino.
Queste sono le scarpe che ho scelto di portare con me nel mio ultimo soggiorno romano, oltre a quelle che sono rimaste a Roma!
L'ultima volta che ho sistemato la mia scarpiera erano circa 250 e mi sono un pò spaventata perchè alla fine mi sono resa conto che uso sempre le stesse.
Il problema è che quando vado in giro per vetrine, i miei occhi finiscono sempre su di loro, le tanto amate scarpe! Un'ossessione? Può darsi, sicuramente sono in buona compagnia, certo, la cosa non mi consola ma almeno so di non essere l'unica donna che farebbe follie per un paio di scarpe nuove.
Nel frattempo giro sul web alla ricerca di qualcosa di nuovo, creo le mie wishlist e sogno.
Sul sito di Esprit ho visto queste Deco argentate ed è stato un colpo di fulmine, le trovo molto versatili, fashion e femminili. Ora devo solo raggiungere il mio traguardo, riuscire a camminare su di un tacco 12 per poterle comprare. La strada è un pò lunghina mi sa, visto che di solito indosso scarpe flat, ma sono tenace e sono sicura che ci riuscirò. Il mio obiettivo è rivoluzionare la mia scarpiera e finalmente usare i tacchi alti che tanto adoro.
Il tacco è simbolo di femminilità,  le scarpe con il alte sono belle e sexy ed una donna con i tacchi è sicuramente piû elegante ed affascinante di una con le ballerine.
Da un anno a questa parte,  ho introdotto nei miei outfit scarpe con un pò di tacco e la moda del momento sicuramente mi ha aiutato visto che adesso si usano più larghi e comodi, ma ho comunque bisogno di un pò di pratica, ok vi saluto vado ad infilarmi le scarpe più alte che ho e fare un pò di giri in casa. 
La verità è che ogni tanto acquisto anche scarpe con i tacchi  e quando torno a casa mi rendo conto che sono troppo alte per me. Succede anche a voi care amiche? Vi prego ditemi di si, non fatemi sentire un caso disperato ed una shopaholic matta.
Ho visto anche questi modelli e devo dire che mi piacciono praticamente tutti.
Fede
Amante delle scarpe e negata con i tacchi




martedì 10 gennaio 2017

Vacanze a Marrakech: cosa fare in 3 giorni


Marrakech, colori, profumi e la famosa piazza



Vacanze a Marrakech: cosa fare in 3 giorni

Negli ultimi anni le mie vacanze sono diventate sempre più “mordi e fuggi”. Una formula a cui, devo ammettere, non ero abituata. Le mie ultime vere vacanze — quelle asiatiche — erano state decisamente più lunghe. Ma si sa, la vita cambia, e con lei anche le abitudini.

Capodanno: partire o non partire?

Il solito dilemma: cosa fare a Capodanno? Partire o restare? A dire il vero, non ho mai amato particolarmente i festeggiamenti forzati. Da quando sono tornata a Roma, ho un po’ stravolto le mie abitudini e l’idea di una fuga fuori stagione ha iniziato ad affascinarmi.

Dopo aver valutato qualche offerta con la mia amica di viaggio Sonia, abbiamo scelto Marrakech. Non ero mai stata in Marocco e, considerando il clima più mite rispetto ad altre destinazioni europee e i pochi giorni a disposizione, ci è sembrata la scelta perfetta.

Partenza intelligente (più o meno)

Abbiamo deciso di partire il 1° gennaio, per evitare il caos del Capodanno. Una “partenza intelligente”, almeno sulla carta. In realtà, prendere un volo alle 11 del mattino dopo una notte di festeggiamenti non è proprio il massimo della lucidità. Ma tant’è.

Nei Paesi arabi il Capodanno non è particolarmente sentito, quindi partire subito dopo ci è sembrata la soluzione ideale. Niente cene romantiche in programma, solo due amiche in cerca di sole, spezie e un po’ di avventura.

Dove dormire a Marrakech: il fascino dei Riad

Abbiamo scelto un riad nella Medina, e non potrei essere più felice della scelta. Preferisco di gran lunga queste sistemazioni intime e caratteristiche rispetto ai classici hotel turistici. I riad sono le tradizionali case marocchine, costruite attorno a un patio centrale con fontane e piante. Dall’esterno non si vede nulla: la privacy è sacra. Ma una volta varcata la soglia, si apre un mondo fatto di mosaici, profumi e silenzi.

Attenzione ai voli con scalo

Unico errore: abbiamo prenotato un volo con scalo. Mai più. Meglio spendere qualcosa in più e volare diretti. Marrakech è a sole tre ore da Roma, ma tra scali e attese il viaggio si è trasformato in un’odissea.

Arrivare a Marrakech: aeroporto e transfer

L’aeroporto di Marrakech Menara è moderno, ristrutturato di recente e a soli 3 km dalla città. L’unico neo? I controlli all’uscita sono tanti, ma meglio uno in più che uno in meno.

Come arrivare in città

  • Taxi: appena fuori dall’aeroporto, troverete una fila di taxi. Il prezzo contrattato si aggira sui 10 € (100 Dhm) per 15–20 minuti di tragitto.

  • Bus n. 19: collega l’aeroporto a Piazza Jemaa el-Fna. Costa circa 2 € (20 Dhm).

  • Bus n. 11: più economico (0,30 €), ma meno comodo. Parte da una fermata a circa 500 metri dall’aeroporto.

Noi abbiamo scelto un transfer privato organizzato dal riad (20 €, 200 Dhm), vista l’ora scomoda del volo. Piccolo intoppo: l’autista si era dimenticato di venirci a prendere. Per fortuna, altri autisti ci hanno aiutato a contattare il riad e tutto si è risolto.

Per raggiungere il riad, situato all’interno della Medina, abbiamo camminato una decina di minuti con le valigie. I tassisti, però, sono molto disponibili e ti accompagnano a piedi fino all’ingresso, evitando giri inutili.

Abbiamo girato praticamente tutta Marrakech a piedi, ed è il modo migliore per viverla davvero. I vicoli della Medina, i profumi che cambiano a ogni angolo, i colori del souk… tutto si scopre passo dopo passo. Un pomeriggio abbiamo anche fatto un giro in carrozza, partendo da Piazza Jemaa el-Fna: un’esperienza divertente e insolita, perfetta per vedere la città da un’altra prospettiva e concedersi un momento di relax dopo tanto camminare.

Cosa vedere a Marrakech in 3 giorni

Tre giorni sono più che sufficienti per scoprire le principali attrazioni della città. Marrakech non è enorme, ma è intensa. Ecco cosa non perdere:

Palazzo El Badi

Un tempo sontuoso, oggi è un affascinante complesso di rovine. Camminare tra le sue mura è come fare un salto nel passato. I giardini, le terrazze e le cicogne che nidificano tra le torri rendono l’atmosfera magica.

Palazzo Bahia

Un capolavoro dell’architettura marocchina. Mosaici, legni intagliati, cortili e giochi di luce. Un luogo che racconta il lusso e la raffinatezza della vita di corte.

Piazza Jemaa el-Fna

Il cuore pulsante di Marrakech. Di giorno è un mercato vivace, di sera si trasforma in un teatro a cielo aperto con musicisti, incantatori di serpenti e bancarelle di street food. Un’esperienza da vivere con tutti i sensi.

Il Souk

Un labirinto di colori, profumi e contrattazioni. Qui si trova di tutto: spezie, tappeti, ceramiche, lanterne, babbucce. Perdersi nel souk è parte del gioco. E contrattare è d’obbligo.

Giardini Majorelle (extra consigliato)

Un’oasi di pace creata dall’artista Jacques Majorelle e poi acquistata da Yves Saint Laurent. Colori intensi, piante esotiche e un museo dedicato alla cultura berbera. Un angolo di Marrakech che sembra sospeso nel tempo.

Marrakech in breve: consigli utili

  • Quando andare: inverno e primavera sono perfetti. Clima mite e giornate soleggiate.

  • Come vestirsi: comodi, leggeri ma rispettosi della cultura locale.

  • Pagamenti: portate contanti, ma molti riad e ristoranti accettano carte.

  • Lingua: francese e arabo, ma l’inglese è abbastanza diffuso nelle zone turistiche.


Marrakech è un mix di caos e poesia, di profumi intensi e silenzi ovattati nei riad. Tre giorni bastano per innamorarsene, ma non per esaurirla. E se anche voi, come me, non amate i festeggiamenti forzati, partire il 1° gennaio potrebbe essere la scelta perfetta per iniziare l’anno con occhi pieni di bellezza.